IL FRANCESE... OVVIAMENTE!

di Jean-Pierre Pouget
Attaché de coopération pour le français de l'Ambassade de France en Italie
Directeur adjoint du Centre Culturel Français de Turin


En Europe et dans le monde, parler une seule langue étrangère ne suffit plus. Le Conseil de l'Europe lui-même recommande de connaître, outre sa langue maternelle, au moins deux autres langues de l'Union Européenne.

Voici 12 raisons de choisir le français, un choix gagnant:

Les raisons de la raison:

  1. Vous parlerez la langue de la quatrième puissance économique mondiale et de l'un des deux principaux partenaires économiques de l'Italie.
  1. Vous l'apprendrez facilement: l'italien et le français sont des langues latines. De plus, la France et l'Italie ont depuis longtemps des relations culturelles très étroites.
  1. Avec la langue française, vous connaîtrez une langue ouverte sur le monde: elle est parlée dans plus de quarante-trois pays répartis sur les cinq continents.
  1. Vous utiliserez une langue internationale: le français est la langue de la diplomatie, la langue de travail de toutes les organisations internationales, ainsi que l'une des deux langues officielles des Jeux Olympiques.
  1. Grâce aux certifications de langue française (DELF/DALF), vous disposerez de diplômes reconnus dans le monde entier.
  1. Vous ou vos enfants aurez peut-être l'occasion de fréquenter une université ou une «grande école» françaises, qui sont les moins chères au monde et, dans certains domaines (comme les mathématiques ou les sciences), les plus reconnues.
  1. Vous pourrez suivre l'actualité grâce à de nombreux médias francophones.
  1. Vous pourrez bénéficier de la présence du réseau francophone partout dans le monde (lycées français, Centres Culturels et Alliances Françaises).
Les raisons du cœur… et des sens:

  1. Vous serez «chic». Vous pourrez apprécier pleinement la capitale de la mode et du luxe: Paris. Vous aurez la possibilité de lire en version originale, les œuvres de Voltaire ou de Victor Hugo, ainsi que celles des grands auteurs contemporains. Vous pourrez suivre la création artistique française, riche et variée, notamment en ce qui concerne le cinéma.
  1. Vous parlerez la langue du pays où sont nés les droits de l'homme et où l'on défend, aujourd'hui encore, l'idée de «diversité culturelle».
  1. Vous pourrez féliciter dans leur langue vos joueurs de football préférés, tels Zidane, Trézéguet, Henry ou Thuram.
  1. Vous pourrez profiter de la première destination touristique mondiale: la France. Comme l'Italie, la France a la réputation d'un pays où il fait bon vivre et toutes deux sont universellement renommées dans le domaine des arts que dans celui de la gastronomie et du vin.

Aspetti e caratteri della lingua e della letteratura francese

di Lionello Sozzi, Facoltà di Lettere, Università di Torino
Nessuna letteratura europea si è svolta, come quella francese, nel largo arco temporale di dieci secoli: tanti infatti ne passano dalla Chanson de Roland agli autori del Novecento. Ma non si tratta solo di stabilire un bilancio quantitativo. La letteratura francese si è imposta sulla scena mondiale come "terza letteratura classica" per motivi, ovviamente, più interni e di natura qualitativa.

Ha utilizzato, innanzi tutto, uno strumento linguistico da tutti e sempre considerato esemplare per la sua chiarezza, il suo rigore, la sua eleganza: codificata dai grandi linguisti del Seicento per iniziativa di Richelieu e dell'Accademia di Francia, la lingua francese si è imposta nel mondo, per almeno tre secoli, come lingua dotata di una sua "universalità" (l'universalité de la langue française è il titolo di un famoso scritto di Rivarol), di una sua razionale e cartesiana trasparenza, di quelle doti, cioè, che spiegano, oggi, non solo la presenza nel mondo di una larga area di francofonia (America del Nord, Africa, Estremo Oriente), ma anche la scelta del francese come lingua di adozione da parte di autori prestigiosi proveniente da altri orizzonti (Kundera, Eliade, Cioran…).

La Francia non ha avuto una figura rappresentativa del "genio" nazionale (un Dante, uno Shakespesre, un Goethe, un Cervantes) perché nella pluralità delle sue voci (Rabelais e Molière, Racine e La Fontaine, Voltaire e Rousseau, Hugo e Baudelaire, Flaubert e Proust) ha additato una pluralità di vie da percorrere, una serie inesausta di modelli e di "canoni".

Ha coltivato dei generi letterari altrove inusitati e dotati di un'enorme forza di attrazione: su pensi soprattutto alla letteratura moralistica, da Montaigne a La Rochefoucauld o a La Bruyère, da Vauvenargues a Chamfort o a Senancour: un moralismo tutt'altro che predicatorio ma, al contrario, risolto in severa critica, in antiretorica, in spregiudicato disincanto, quello che in Italia agirà su Leopardi o su Manzoni. Si pensi, inoltre, a generi più autenticamente letterari e creativi come il romanzo ciclico, coltivato da autori di prima grandezza come Balzac, Zola, Proust, per non citare che i maggiori; ma si pensi anche a generi minori come il vaudeville, che per lungo tempo ha diffuso dalle scene d'Europa uno spirito esilarante e pungente, il gusto di un linguaggio arguto, graffiante, satirico che è sembrato congeniale alla Francia, specifico del codice espressivo francese: un codice che è anche all'origine delle grandi creazioni cinematografiche degli anni Trenta e Quaranta (basterà ricordare le opere di un René Clair o di un Marcel Carné).

La Francia ha dato iniziato un Europa, per lo meno dal Settecento in avanti, una serie di battaglie culturali a cui solo in un secondo momento le altre culture si sono adeguate: si pensi, dopo il fervore illuministico sfociato nella grande Rivoluzione, alla battaglia romantica, al Parnasse, al simbolismo, al naturalismo, al decadentismo e poi al surrealismo, alla letteratura esistenzialistica. Parigi è stata, per secoli, il vivaio e il centro generatore di ogni nuova idea, di ogni nuova sperimentazione..

Il gusto della sperimentazione è forse all'origine anche di un altro fenomeno che ci sembra specifico, quell'intenso dibattito sulla funzione o sul senso della creazione letteraria e sulle sue molteplici vie che proprio in Francia ha trovato il suo terreno più fertile: si pensi al trattato di Madame de Staël De la littérature, al poemetto sulla Fonction du poète di Victor Hugo, poi alla figura dell'intellettuale quale è emerso nel corso del dibattito, anzi dello scontro, sull'affare Dreyfus, o, nel ventesimo secolo, all'opera di Julien Benda La trahison des clercs, o agli scritti dal titolo Qu'est-ce que la littérature? di autori come Charles Du Bos o Jean-Paul Sartre e, prime di loro, come Lamartine. Nulla di univoco si desume da queste proposte, nessuna linea emerge in esse che finisca con l'obnubilare le altre: i vari modi di concepire il fatto creativo dicono appunto la pluralità dei modelli, dei programmi, degli intenti: si va dall'idea di "indipendenza" del fatto letterario da ogni coercizione ideologica e politica all'idea del poeta «homme des utopies», alla proposta di una dimensione contemplativa della creazione letteraria, alla teoria, così fortunata, dell'engagement. Qui ci addentriamo, in fondo, nel terreno della cosiddetta "teoria della letteratura", ed anche in questo campo la Francia del Novecento è stata maestra: alludiamo alle eminenti figure della "scuola di Ginevra" (Béguin, Raymond, Richard, Poulet..) oppure alla fortuna nel mondo della nouvelle critique (Barthes, Genette).

S'impone sulla scena europea anche un'altra problematica di origine francese, quella di un femminismo che non è affatto una scoperta del nostro tempo, poiché la cultura di Francia ha seguito tale percorso per lo meno dal Medio Evo in avanti: si pensi a Christine de Pizan per il tardo Medio Evo o a Margherita di Navarra e a Louise Labé per il pieno Rinascimento, o agli esponenti di quella querelle des femmes che si risolve nel Cinquecento in un vivace dibattito in merito al posto della donna in società e ai suoi diritti, o alle celebri salonnières del Seicento, o alle "preziose", o a Madame de Sévigné e alla sue splendide lettere, e poi alle grandi dame del Settecento che fecero dei loro salotti il luogo d'incontro degli esponenti della cultura illuministica più avanzata, da Madame Du Deffand a Mademoiselle de Lespinasse a Madame Du Châtelet, e poi negli anni della rivoluzione alla splendida figura di Madame Roland, martire sul patibolo e così coraggiosa nel dire la verità ai suoi persecutori, e poi a Madame de Staël e all'importanza che acquistò nel primo Ottocento il celebre salon di Coppet, ove si riunivano, dice Stendhal, gli stati generali dell'intelligenza europea. E si pensi ancora a figure altamente rappresentative come George Sand in età romantica o Louise Ackerman in età decadente, per arrivare nel Novecento a una poetessa come Anne de Noailles e, più tardi, alla compagna di Sartre, Simone de Beauvoir, autrice, in merito al nostro tema, di un celebre libro, Le deuxième sexe. Da Christine de Pizan alla Beauvoir, la cultura francese ha imposto ovunque principi, modelli, argomenti, spunti di riflessione.

Qualcosa di analogo è accaduto in determinati campi tematici: tipica della produzione letteraria francese e destinata a una larga fortuna europea e mondiale è, ad esempio, la scelta tematica che si risolve nel confronto col primitivo e col diverso. Anche in questo caso, ovviamente, la Francia non è l'unico paese ad aver proposto questo genere di riflessioni: si pensi ad esempio ai navigatori e ai missionari inglesi e spagnoli, portoghesi, olandesi e italiani. Tuttavia gli scrittori francesi sono quelli che più vivacemente hanno saputo, sull'argomento, diffondere il loro messaggio e proporre i loro modelli, si pensi soprattutto al Discours sur l'inégalité di Rousseau, o a Bougainville e al suo Voyage autour du monde, o a Gauguin che collabora con le sue tele alla diffusione del mito tahitiano, per giungere fino a Claude Lévi-Strauss, il padre della moderna antropologia, quella stessa antropologia di cui appunto Lévi-Strauss è oggi nel mondo il più brillante esponente, l'autore di opere belle e memorabili: come Race et histoire e Tristes Tropiques.

Infine, un ultimo dato, specifico della cultura francese: la Francia ha sempre svolto, in Europa, una funzione intermediaria nel senso che ha diffuso, grazie appunto al privilegio del suo strumento espressivo, i valori proposti in altri ambienti, in altri orizzonti culturali: si pensi ai novellieri (Bandello) che giungono a Shakespeare tramite i traduttori francesi, o a La:Fontaine che mette in versi le trame favolistiche di più diversa origine, o agli illuministi che diffondono ovunque i messaggi culturali e filosofici provenienti dal mondo anglosassone, o a Mme de Staël che rende accessibile, col suo trattato De l'Allemagne, il patrimonio culturale germanico, o ai traduttori francesi dei romanzi russi dell'Ottocento. S'intendono, su questa base, i versi di Piron, modesto poeta settecentesco il quale ha scritto: «La Francia è un crogiolo in cui si depura e raffina l'oro dell'Europa».

L'INSEGNAMENTO DEL FRANCESE

Perché imparare il Francese?

Prof.ssa Emma Vanna Garro, già ispettore M.I.U.R.
L'UE e gli Stati membri hanno da tempo riconosciuto la necessità di promuovere azioni mirate all'apprendimento delle lingue, non solo migliorandone l'insegnamento, ma favorendo la diversità linguistica e sostenendo le iniziative intraprese dalle autorità locali, regionali e nazionali.

Con il recente allargamento la nuova Unione conterà più di 450 milioni di individui con caratteristiche etniche, culturali e linguistiche diverse, quindi più che mai sarà indispensabile che i cittadini abbiano le capacità di capirsi e di poter comunicare tra loro.

Attraverso la Carta Europea, il Libro Verde, il Libro Bianco e quanto si realizza con i diversi Programmi (Socrates, Leonardo, Comenius, Erasmus ecc.) si lavora intensamente per migliorare la padronanza della competenza linguistica e la comprensione tra le persone.

Purtroppo la gamma delle lingue straniere parlate dagli Europei è alquanto ristretta e si limita all'inglese, al francese, al tedesco ed allo spagnolo.

Il documento di consultazione linguistica è stato reso accessibile on-line in tutte le lingue dell'UE.

Riconoscendo validissimo il principio di appoggiare l'apprendimento dell'inglese, sin dalla prima infanzia, per dare modo a tutti di comunicare in modo soddisfacente almeno in un lingua veniamo ora ad un tema attuale: perché imparare il francese.

Il francese è la madre lingua di circa 200 milioni di persone.

In Europa è parlato in Francia, Belgio, Svizzera e Lussemburgo, passando alle Americhe, nella Louisiana si trovano comunità francofone, il francese è una delle lingue ufficiali del Canada ed è parlato nei Carabi ed è ancora la lingua colta di alcuni Paesi del Sud- Est Asiatico, del Nord Africa e di buona parte dell'Africa centrale ed occidentale. In Medio Oriente il Libano è la punta di diamante della francofonia, si devono poi considerare i dipartimenti francesi d'oltre mare, come Guadalupa, Martinica e la Guyana francese.

Personaggi illustri della moda, dell'arte, della letteratura, della musica provengono dalla Francia, come pure diversi movimenti di carattere religioso ed intellettuale.

Il richiamo alla cultura risulta inoltre significativo poiché per comprendere, apprezzare e valutare adeguatamente un'opera è indispensabile conoscerla nella sua lingua originale.

Nelle scelte linguistiche ognuno deve tenere in considerazione le collocazioni regionali, promuovendo una strategia di apertura sopranazionale ed interculturale. In tale contesto gli insegnanti di lingue hanno un ruolo primario, spetta a loro diffondere i valori europei di apertura, tolleranza e volontà di comunicare con implicita l'accettazione reciproca.

Proprio attraverso i programmi europei di cooperazione, le istituzioni responsabili della formazione devono intensificare i legami professionali con le controparti in tutta Europa ed elaborare le loro attività attraverso strumenti di ogni genere, valendosi della multimedialità e di approccio on line in grado di risolvere problemi di tempo e di spazio.

Ad ogni livello la formazione ci accompagna per tutto l'arco della vita, migliorando le nostre capacità professionali.

I vari siti con le molteplici scelte che ci offrono agevolano l'apprendimento, innovano il rapporto con le tecnologie e rendono la didattica più efficace.

La lingua francese trova posto nell'apprendimento linguistico del futuro cittadino europeo?

Certamente, questa lingua s'impone per le motivazioni a cui già abbiamo fatto cenno, ma l'esigenza scaturisce, in particolare, per coloro che credono nella cultura del vicino, nello scambio, nel desiderio di conoscere gli altri, nei giovani transfrontalieri che potranno liberamente studiare, viaggiare, lavorare nel Paese accanto, che si raggiunge facilmente, che si conosce meglio e che rappresenta meno oneri finanziari per gli spostamenti.

On line sarà sempre possibile realizzare approcci trans e multidisciplinari mediante l'uso di un'altra lingua.

Tuttavia è opportuno sottolineare che ognuno, nelle scelte linguistiche, deve essere guidato tenendo in considerazione le diverse collocazioni regionali e promuovendo una strategia di apertura interculturale.

cliccando wikitravel.org/fr/Liste­_des_pays_francophones si aprirà la lista dei paesi francofoni

cliccando http://banska.alliance.free.fr/Franc02.htm si presentano offerte diverse per scelte di attività pedagogiche e culturali, nonché "dieci parole" di Victor Hugo con suggerimenti per esercizi vari

Una pista valida per documentarsi sulla certificazione delle competenze linguistiche risulta essere il "Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER)" che permette di definire i livelli, delinea un insieme di punti comuni di riferimento e fornisce una rappresentanza globale del sistema.

per coloro che non sono specialisti.

Gli Enti accreditati per la verifica sono numerosi, tra questi si annoverano quelli riconosciuti dai Ministeri dei paesi di appartenenza:

Alliance Française, Chambre de Commerci et de l'Industrie de Paris; Ministerio de educacion, cultura y deporte, Goethe Institut Inter Nationes per le lingue francese, spagnola e tedesca e Cambridge Ucles, City § Guilds International (Pitman), Edexcel International London, e Trinity College London per la lingua inglese.

Sito: www.dialang.org

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GLI SCAMBI

Prof.ssa Giulia Meda, docente Scuola Secondaria di secondo grado


Secondo la mia esperienza d' insegnante nella scuola secondaria di 2° grado, lo studio della lingua francese viene accolto generalmente con entusiasmo dai ragazzi che la sentono una lingua"conosciuta" , vicina sia come suoni, che come radici e modi di vivere; la vicinanza del Piemonte alla Francia è di grande aiuto in questo senso. Si ha quindi voglia di parlare subito, mettendo in pratica quello che viene imparato di volta in volta. E' una lingua "amica" che gli allievi hanno l'impressione di conoscere.

In questa ottica gli scambi sono una proposta molto ben accolta, ma, affinché sia efficace, deve essere organizzato secondo alcuni criteri di base, eccone i principali: L'esperienza dello scambio ha una duplice validità, sia come apprendimento linguistico che come esperienza umana. La personalità dell'alunno ne viene arricchita in quanto trovarsi a vivere il quotidiano in una realtà diversa implica un apprendimento di valori quali la tolleranza, il rispetto per le differenze, la comprensione di altre culture.

Questa apertura mentale sull' Europa è basilare nel futuro di questi giovani proiettati in un mondo di cambiamenti sempre più rapidi, in cui la capacità di "adattamento" e la conoscenza delle lingue sarannole carte vincenti nel mondo della globalizzazione.